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Il
primo elemento fondante di questo nuovo corso per l'apprendimento
degli strumenti ad arco è sicuramente il suo programma di
studi. Infatti i programmi tradizionali ministeriali hanno rappresentato
sino ad oggi un modello di formazione importantissimo che ha permesso
alla musica diversamente da altre arti di mantenersi più
vicina alla sua storia passata senza indulgere a tentazioni prive
di senso. Ciononostante e proprio in forza di questa tradizione
severa di tecniche e metodi tramandati in modo orale, da generazioni
di allievi-maestri-allievi, questo insegnamento necessita oggi una
riflessione.
In questi ultimi decenni sono avvenuti nell'ambito del mercato musicale
cambiamenti sostanziali e importanti che impongono anche ai musicisti
un rinnovamento che può iniziare sin da oggi senza attendere
il diploma. La crescita e la domanda nel mercato, ci sono, ma differenziate
in generi e modi d'attuazione completamente diversi da quelli del
passato. Nell'ambito della musica classica tout court basti pensare
alla rivoluzione della filologia musicale che richiede conoscenze
storiche ed estetiche assenti dai corsi dei conservatori nonché
strumenti particolari di difficile reperimento. Eppure le esecuzioni
filologiche rappresentano uno dei cardini dell'industria discografica
e del mercato vero e proprio dei concerti.
Le diverse prospettive e i campi di applicazione creati dalle nuove
risorse tecnologiche rappresentano una sfida enorme per i giovani
che si affacciano alla musica, ma che comunque non possono fare
a meno per questo del bagaglio culturale musicale della formazione
accademica.
Il Novecento attraverso il jazz o meglio sarebbe dire i jazz, il
rock, la ricerca delle avanguardie, la musica etnica e le mille
fusioni di questi stili richiedono tecniche di esecuzione e lettura
e conoscenza di linguaggi e notazioni che esulano dagli insegnamenti
tradizionali. Questo comporterà la creazione di nuove scuole
che a loro volta creeranno nuove tradizioni orali in modo che anche
ciò che oggi consideriamo nuovo divenga tradizione.
Introdurre la possibilità di corsi e diplomi differenziati
orientati al solismo, alla musica da camera, all'orchestra sinfonica,
al jazz, alla musica popolare, alla ricerca tecnologica significa
al tempo stesso restituire alla scuola una nuova ampiezza culturale
e restituire ai giovani un diritto allo studio proiettato nel mercato
attuale del lavoro, una possibilità differenziata di accesso
modulato nei tempi, nei programmi e negli sbocchi professionali.
Questa è la premessa sostanziale di questo nuovo sito musicale.
Se sei interessato a sviluppare la tua formazione strumentale in
senso stretto o più generale puoi continuare questa lettura
o metterti in contatto con Paolo Tommasi docente di Contrabbasso
dal 1977 all'Istituto Musicale "Pietro Mascagni" di Livorno.
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